rubriche e attualita'

IL RUOLO DELLA DONNA NELLA CRESCITA DELLA CHIESA






Introduzione

BREVE PROFILO STORICO DELLA DONNA "MEDIOEVALE"


1) Inferiorità rispetto all’uomo


Il ruolo della donna nella storia umana ha avuto una posizione diversa rispetto alla figura maschile: dagli inizi della storia si può infatti assistere a diverse concezioni della figura femminile, con profondi cambiamenti durante il corso del tempo e, secondo le varie civiltà. La donna nella società medioevale aveva un ruolo abbastanza rilevante, poiché era colei che generava il successore e l'erede, da lei dipendeva la continuità della dinastia.

2) Sottomessa


La donna era sottoposta alle tre famose obbedienze (padre, marito, figlio), ma poteva anche essere sottomessa al fratello, al cognato o, in mancanza di altri parenti maschi, al duca o allo stesso re.

Lei era bisognosa di protezione e di guida per tutta la vita!

Come se ciò non bastasse, alcuni "intellettuali" del tempo discutevano "in modo dotto" su un problema che oggi può soltanto farci ridere: << La donna era dotata di un'anima, come l'uomo,

oppure ne era priva come gli animali?>>. L'immagine costante della donna medioevale è comunque sempre legata al suo ruolo di custode della casa, madre e moglie.

3) I primi passi verso l’uguaglianza

Tra il 1860 ed il 1930 donne di diverse classi sociali e di diversa istruzione si riunirono attorno al comune obiettivo del diritto di voto, dando vita al movimento delle “suffragette” ( da suffragio: diritto al voto, uguaglianza, democrazia), un primo piccolo passo verso l’uguaglianza. Seguirono mobilitazioni di massa, incontri e scontri durissimi che portarono la Nuova Zelanda nel 1893 ad estendere il diritto di voto a favore della donna, mentre nelle altre nazioni del mondo si dovrà aspettare dopo la prima guerra mondiale.

La parità dei sessi ebbe una notevole influenza sul governo rappresentativo, tanto che le dimensioni dell'elettorato aumentarono moltissimo e, i partiti si preoccuparono di ottenere e conquistare il voto femminile. Così, in alcuni paesi il diritto di voto venne esteso anche alle donne che avevano compiuto 20 anni, ed il primo paese europeo che nel 1819 concesse questo diritto, fu la Germania. In Italia, venne emanata da Vittorio Emanuele III (allora re d’Italia) la LEGGE 17 luglio 1919, che stabiliva le norme relative alla capacità giuridica della donna.[1]

Per quando riguarda il voto si dovette aspettare il 2 giugno 1946, data che segnò l’inizio di un cambiamento a cui non mancarono dei seguiti. Le leggi dettate dalla rivoluzione francese si stavano facendo strada anche nel resto del mondo e, con molti scontri si raggiungeva la tanto desiderata

parità dei sessi. Un primo approccio importante si ebbe durante la rivoluzione industriale

quando le donne entrarono in fabbrica come salariate, primo passo verso l’indipendenza

sebbene i rischi sul lavoro fossero elevati e i salari inferiori a quelli degli uomini,

inoltre, amministrati dai loro mariti.

La donna nella cultura biblica


La caratteristica della donna, nella lingua ebraica, è dichiarata direttamente sul suo nome: "ichà", donna in ebraico, non è solo il femminile della parola "ich", uomo, ma il fatto che venga aggiunta una lettera nel nome della donna, simboleggia, secondo un commento ebraico, la differenza e specificità della donna. Nell’Ebraismo, la famiglia è considerata la base della vita sociale; il Talmud attraverso le sue leggi, mira ad assicurarne la purezza e la stabilità. (Il termine "Talmud" viene più comunemente usato per indicare l’insieme di insegnamenti e i commenti alla Mishnà).

Malgrado la società dell’antico medio oriente fosse essenzialmente a carattere patriarcale,

la Bibbia riserva un’immagine favorevole alla donna, in particolare in ambito famigliare ma anche all’interno della vita religiosa d’Israele. Inoltre, riconoscendo lo specifico ruolo che la donna riveste all’interno della famiglia, il Talmud le attribuisce un alto rango. Malgrado le sfere d’attività maschile e femminile all’interno della famiglia divergano, la donna non occupa un livello d’importanza inferiore all’uomo. Attraverso il ruolo che riveste in famiglia, lei contribuisce allo sviluppo e alla continuità della comunità. E’ scritto nel Talmud che un uomo privo di moglie vive senza gioia, benedizione e bontà e che deve amare la propria moglie e rispettarla più di se stesso.

Dai proverbi emerge un immagine di donna giudiziosa e perseverante nel raggiungere

i propri obbiettivi.

La donna nella Bibbia non è considerata pari all’uomo nel senso che alla parola

“uguaglianza” possiamo dare nel nostro secolo, ma in numerose citazioni bibliche se ne esalta la dimensione umana e il ruolo fondamentale che ha più volte ricoperto nella storia del popolo ebraico.

Lle differenze e la specificità rispetto all’uomo.
o status sociale della donna, in quanto essere umano, viene riconosciuto dalla legislazione ebraica che la pone su un piano di equità legale pur riconoscendone
La storia biblica ci presenta la donna come madre, moglie e sorella: affettuosa, comprensiva, sottomessa, virtuosa e di buon senno. Tra il popolo ebreo, la donna era molto onorata perché timorata di Dio e, sottomessa al proprio marito.

Parlare di sottomissione nel terzo millennio, dove la donna si considera emancipata, è paradossale.

Se consideriamo i percorsi formativi della donna, ci accorgiamo subito della clamorosa metamorfosi: sociale, culturale, affettiva e relazionale. La donna è in grado di organizzarsi, è colta, aggiornata,


esprime i proprio sentimenti, e si rapporta agli altri relazionandosi comparativamente.


Sembra proprio che i ruoli tra l'uomo e la donna si sono invertiti, o quanto meno modificati.

Non troviamo più la Ruth virtuosa della Bibbia, che rimasta vedova, lavorava con le proprie mani per mantenere anche la suocera, né tanto meno Abigail, donna di buon senno, che per riparare al torto fatto dal marito al re Davide e, per evitare le conseguenze di una guerra, si espone in prima persona offrendo cibo e doni al re e, scusando la stoltezza del marito.

LA DONNA ERA SOPRATTUTTO


A) Una moglie saggia nelle scelte. (Abigail moglie di Nabal 1Samuele 25:18)


B) Una madre in Israele. Debora giudice d’Israele dopo la vittoria si esprime con un canto: (Giudici 5,7) “I capi mancavano in Israele; mancavano,

vfinché non enni io, Debora, finché non venni io, come una madre in Israele”.


Dio salva il suo popolo attraverso il giudice Debora e, Iael moglie di Eber che uccise

Sisera il re dei cananei.

La madre cerca sempre il bene del figlio al costo di rinunciare a Lui (1 Re 3, 27), come nel caso

delle due madri sotto il governo di Salomone: «Mio signore, date a lei il bambino vivo, e non uccidetelo, no!» la risposta della donna pone in risalto la Sapienza di Salomone che mette alla prova la vera madre proponendo di dividere il bambino in due.

La donna nel N.T.


È ancora diffusa l’idea che tra Paolo e le donne non sia corso buon sangue. Non si possono negare alcune aperture, ma per alcuni rimane il sospetto che l’Apostolo abbia contribuito a frenare l’attività spirituale delle donne. È davvero così? Trova fondamento questo sospetto nelle lettere dell’Apostolo?

L’idea che Paolo avesse un pregiudizio negativo nei confronti delle donne è contraddetta dalle

sue stesse lettere, egli cita spesso figure femminili con responsabilità di rilievo nelle prime comunità cristiane.

In primis gli dobbiamo l’affermazione della fondamentale uguaglianza e dignità dottrinale.

Nella Lettera ai Galati (3, 27-28) risuona un forte grido di libertà, contro ogni discriminazione di tipo razziale, sociale e sessuale: «Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù». Questa dichiarazione suona decisamente


contraria ai pregiudizi sottesi al triplice ringraziamento di una preghiera di origine rabbinica,

ancora vigente: «Benedetto sei tu Signore, perché non mi hai fatto pagano, perché non mi hai

fatto donna, perché non mi hai fatto schiavo». In Cristo, cessano le discriminazioni,

non è più rilevante l’identità etnica o il prestigio sociale, e nemmeno l’essere maschio o femmina.

In Gal. 3, 28 troviamo l’apertura di Paolo al partenariato creativo e, uguale tra uomini e donne nel ministerio: Nel cap. 16 della lettera ai Romani egli nomina 15 donne lodandole per la loro

collaborazione spirituale soprattutto una donna apostolo: Giunia ( v. 7) sua compagna di prigione e ministerio insieme ad Andronico.

che La Chiesa nasce essenzialmente come «chiesa familiare». Il suo ambiente d’origine

non è il tempio e neppure la sinagoga, ma la casa ( Atti 2,46). E all’interno della essa,

si trovava la donna. È lei che favorisce un ambiente accogliente e un clima di ospitalità,

considerata sorella.

C) Sorella: in Cristo siamo stati fatti figli dello stesso Padre, una sorella in Gesù è più utile

di una carnale non convertita. Abbiamo già visto come l’apostolo Paolo elogia le donne cristiane

che si adoperano nel lavoro della chiesa. Una sorella cerca il bene dei propri fratelli:

non li giudica, ne accusa.



Il suo ruolo di oggi nella famiglia e nella crescita della chiesa



La teologia femminista della liberazione, nata nel Sud dell’America Latina, è una delle teologie che interpella l’orizzonte complessivo della liberazione dei poveri, degli esclusi ed emarginati

di questo mondo e, di conseguenza anche delle donne come escluse da una società patriarcale.

Oggi il ruolo della donna non è più legato al focolare, ai lavori domestici o alla cura dei figli, le donne hanno acquisito molti diritti ignorando che dietro a tutto quello che sì da per scontato c’è stato qualcuno che ha fatto la storia.

La donna d’oggi svolge dei mestieri che fino a ieri erano visti come lavori prettamente maschili,

siamo lontani dall’epoca in cui il suo ruolo era visto ai soli fini riproduttivi.

Le rivoluzioni di ieri hanno fatto sì che la donna oggi trovasse una strada spianata, i suoi progetti sono organizzati per il raggiungimento dell’uguaglianza e della parità con gli uomini, per collaborare nella famiglia, vita sociale e politica.






La donna nella chiesa di oggi





Le donne nella chiesa da sempre sono la maggioranza, molti servi di Dio si sono interrogati sul perché. Alcuni hanno pensato ad una psicologia più labile nella donna, altri l’hanno considerata più credulona.

In verità lei ha una marcia in più per la sua convenienza e la propria famiglia: la sensibilità di moglie, madre, sorella, amica è insuperabile! Uno delle motivazioni che l’ha resa emancipata dalla tradizione antica, è la formazione culturale, la donna è capace come l’uomo di svolgere il ruolo di: insegnante, chirurgo, architetto, ingegnere, teologo, politico, governatore ed altro.

Sono ancora poche le donne Pastore in Italia soprattutto nel movimento pentecostale a causa di pregiudizi. Per questo ministerio al femminile è indispensabile molta umiltà e, una vera unzione dello Spirito, se Egli sceglie, spiana anche la strada.

La donna nella chiesa ha sempre occupato posti di diaconato, servizio cristiano dedicato alle attività pratiche ma anche cariche spirituali come:
alla vita

A) Il gruppo di preghiera

B) Insegnante di Scuola Domenicale

C) Direttrice di corale

D) Assistenza agli anziani ed altro

Per quanto riguarda i ministeri quello che emerge più di tutti, accettato anche dai fratelli è la profezia.

Nel terzo millennio alla donna si chiede la collaborazione attraverso un’adeguata formazione teologica e spirituale.Paolo spesso paragonava l'addestramento  cristiana con l’esempio di stare in forma degli atleti. La crescita spirituale è un processo cherichiede tempo.La maturità spirituale non si misura in conformità a ciò che si conosce e si crede, ma si dimostra con il comportamento. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. (2Pietro 3,18)

Quello che si chiede oggi alla donna è: la rivalutazione del sentieri antichi.

A) Madre in Israele e, nella chiesa (Tito 2, 3-4).


B) Una casta condotta accompagnata da timore (1Pit. 3,2).


C) Virtuosa (Prov. 12, 4).


D) Saggia Prov. 14, 1).


E) Timorata da Dio (Prov. 31, 30).


Attraverso queste virtù, molte serve di Dio nel segreto hanno contribuito alla crescita spirituale della chiesa, e continuano a svolgere il proprio ruolo con il loro esempio di fede, anche se è una via segnata dalla sofferenza, arresa, sopportazione e abnegazione. L’Apostolo Paolo consiglia di fare un auto esame:

“Ora esamini ciascuno l’opera sua e allora avrà di che vantarsi solamente

in se stesso e non nei confronti degli altri”. (Gal. 6, 4)

La crescita della donna si evidenzia nel frutto dello Spirito:

“amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo”. (Gal. 5, 22)

L’amore copre ogni peccato, la gioia della salvezza si trasmette con un volto allegro, la pace deve manifestarsi prima nella famiglia e poi nella chiesa, la pazienza è un frutto importante che dimostra una reale crescita, la gentilezza è la nobiltà di un animo trasformato. Bontà, è una virtù che genera cortesia, fede, è immensa fiducia, mansuetudine è dolcezza, tolleranza, mitezza; l’autocontrollo è dominio di se stesso; padronanza delle proprie azioni, dei propri impulsi, equilibrio. Attraverso l’esercizio dell’amore cristiano e il servizio, oggi la donna continua a contribuire per la crescita spirituale della chiesa in una collaborazione di vera Koinonia: comunione con il corpo di Cristo e lo Spirito Santo.

Molte serve di Dio hanno sacrificato la loro vita al fianco di un marito o un padre che impediva loro di servire il Signore, soltanto il loro esempio di fede e perseveranza hanno fatto sì che la loro famiglia

fosse salvata.

Credo che non solo la donna debba contribuire nella crescita della chiesa; portare frutto deve essere l’obiettivo d’ogni cristiano che si ritiene tale.

Secondo l’apostolo Pietro: “Crescere nella grazia e nella conoscenza” deve essere l’obiettivo di tutti i “salvati per grazia”. Le donne nella chiesa d’oggi hanno la stessa responsabilità degli uomini,

in Cristo non vi sono differenze, è necessaria una collaborazione spirituale ed etica che

ognuno mostra con la propria condotta.

“ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

Ef. 4, 14”.









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 Art. 7 Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni ed a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi soltanto, se non vi siano ammesse espresse espressamente dalle leggi, quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionari o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengono alla difesa militare dello Stato secondo la specificazione che sarà fatta con apposito regolamento



Il Ministro Mariastella Gelmini propone la lettura della Bibbia nelle scuole

Il ministro della pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e la lettura della Bibbia nelle scuole
MILANO – 
Una proposta che farà discutere. “La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana”. Lo scrive il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini sul periodico cattolico “Famiglia Cristiana”. LA PROPOSTA – “La scuola – spiega la Gelmini – deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana”. Per il ministro Gelmini, “è quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti”. Del resto, ricorda, “l’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura” nè si può “dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture”. “In una fase della storia che richiede il più ampio sforzo per sconfiggere l’odio, dobbiamo – conclude la Gelmini – fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli della propria identità per potersi confrontare con le altre e crescere e vivere nel rispetto reciproco”. La lettera del ministro Gelmini “benedice” il lancio della Bibbia pocket del gruppo editoriale San Paolo, allegata questa settimana a Famiglia Cristiana e distribuito da giovedì 16 settembre nelle librerie, nelle parrocchie, negli aeroporti, nelle stazioni, negli autogrill, nei supermercati e nelle grandi catene di elettronica. Obiettivo dell’iniziativa: diffondere un milione di copie del testo sacro in tutt’Italia.



Donna cristiana muore torturata…

ERITREA: Donna cristiana muore di malaria in prigione dopo aver subito torture a causa della sua fede
La trentasettenne cristiana Azib Simon, arrestata a dicembre del 2007, e continuamente torturata a causa della sua fede, è deceduta per la malaria la settimana scorsa. Alcune fonti riferiscono che la malattia è stata contratta solo una settimana prima del decesso, nel campo di addestramento militare di Wi’a, a 20 miglia dal porto di Massawa. Fortemente indebolita a causa delle torture, non ha ricevuto alcun trattamento sanitario. Infatti i cristiani in carcere raramente possono usufruire di cure mediche, nel caso di Simon, le autorità le hanno rifiutate.
Simon frequentava la chiesa Kale-Hiwet di Assab, una delle chiese evangeliche indipendenti nel mirino del regime autoritario eritreo.
I cristiani detenuti sono continuamente sotto pressione affinché abiurino la loro fede.
L’ 8 giugno scorso, l’agenzia Compass, è venuta a conoscenza del ricovero urgente di otto cristiani, provocato dalle torture inflitte loro dai militari nella prigione di Adi-Quala.
Con la morte di Simon, sono in totale cinque i cristiani eritrei morti e seguito delle torture per essersi rifiutati di ritrattare la loro fede.
Simon era la sorella del noto giornalista televisivo Biniam Simon, che recentemente è dovuto fuggire dal paese, dopo aver rinunciato alla carriera nella ERI-TV, la emittente controllata dal governo.
La situazione molto difficile per i cristiani in Eritrea, va avanti così dal 2002, da quando cioè il governo del presidente Afewerki ha autorizzato a svolgere le funzioni religiose solo i membri delle chiese ortodosse, cattoliche e luterane, e ai musulmani.
Fonte: Porte Aperte Italia